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corso tedesco
7 Lug 2016

A lezione di tedesco con i nostri infermieri

Passare 6 ore ogni giorno a confronto con una lingua non proprio amica come il tedesco non è facile. Eppure loro lo fanno. Si tratta del gruppo di allievi del corso super intensivo di tedesco della nostra Scuola che ha iniziato da un percorso di conoscenza della lingua finalizzato ad un posto di lavoro Germania nell’ambito ospedaliero.
Giovani e meno giovani, pazientemente ascoltano ciò che Manuela ha da insegnare loro dall’alto della sua esperienza come insegnante e della sua conoscenza del tedesco madrelingua.

Per loro, 680 ore di lezione distribuite in 3 mesi e mezzo: un periodo intenso di preparazione ad un passo importante, la partenza per la Germania. Quasi tutti, infatti, sono infermieri laureati che si sono avvicinati alla Scuola Internazionale di Lingue grazie al progetto che questa ha promosso con diversi partners tedeschi.

I nostri partners offrono la possibilità ad infermieri qualificati di andare a lavorare in Germania presso case di cura per anziani oppure navi da crociera, solo dopo aver acquisito un livello di conoscenza della lingua tedesca avanzato (B2). Una volta arrivati in Germania, i ragazzi avranno la possibilità di effettuare un periodo di prova di 6 mesi retribuito presso l’azienda per cui hanno già firmato un contratto cui seguirà, se l’esperienza lavorativa si dovesse rivelare proficua, un contratto a tempo indeterminato con retribuzione dai 2.000 ai 2.400 €.

Perché ciò che oggi vi stiamo raccontando non suoni come la solita opportunità fasulla, vogliamo che siano loro, i protagonisti dei nostri corsi, gli infermieri allievi del nostro corso di tedesco super-intensivo a raccontarvi di cosa si tratta.

Martina e Clorinda sono due delle infermiere allieve del nostro corso di tedesco, Martina è arrivata qui subito dopo la laurea informata dell’Info day di presentazione del progetto dall’Università di Tor Vergata, struttura presso cui si è laureata. Clorinda, invece, ha avuto un’esperienza più tormentata, fatta di promesse non mantenute e speranze disilluse: «Mentre cercavo lavoro, ho travato l’annuncio per partire in Germania come infermiera un’altra scuola di lingue a cui ho risposto. L’esperienza con l’altra scuola è finita male per l’improvvisa assenza dei fondi che il partner tedesco avrebbe dovuto erogare. Ciò ha portato l’altra scuola di lingue ad alzare eccessivamente il costo del corso, per cui ho scritto all’azienda in Germania chiedendo se fosse stato possibile seguire un corso più accessibile per me lì oppure in Italia e loro, tramite l’azienda recruiter, mi hanno messo in contatto con la Scuola Internazionale di Lingue».

Ciò che le ha convinte ad intraprendere quet’esperienza con noi è stata di sicuro l’opportunità lavorativa allettante, ma prima ancora «la struttura del progetto, che prevede prima la formazione linguistica poi l’accompagnamento fino all’esperienza lavorativa in Germania», racconta Martina. Che continua sottolineando un particolare importante: «Qui abbiamo trovato l’opportunità di avere prima il contatto lavorativo, poi la formazione linguistica e poi un rapporto diretto, un colloquio col datore di lavoro». Non si parte allo sbaraglio, come spesso accade, con una formazione linguistica propria oppure peggio ancora senza alcuna certezza lavorativa, ma con un percorso ben studiato ed un contratto già firmato dopo che il partner recruiter ha sondato le competenze del candidato.

Quando chiediamo loro come trovino le lezioni le risposte sono entusiaste.
«Nonostante apprendere una nuova lingua sia di per sé una cosa pesante, io sono contenta perché
i risultati si vedono già, un poco alla volta. La lezione è molto interattiva e attraverso l’ascolto e la visione di film riusciamo già a capire di essere entrati a piccoli passi dentro la lingua», racconta Martina. È sempre lei a sottolineare l’importanza di una conoscenza adeguata della lingua per un infermiere, che ha bisogno di conoscere tutti i termini scientifici e di sviluppare una buona capacità di conversazione per instaurare un rapporto col paziente, fondamentale in ambito ospedaliero.

«La lezione è lunga ma non è stancante – racconta Clorinda – Nel  caso di un infermiere che sa che dovrà conoscere il più possibile la lingua per poter lavorare bene lo si fa con una consapevolezza diversa ed anche con una certa fretta di imparare».

Interattività è la parola d’ordine, ci pare di capire parlando con loro.«L’interattività è la parte fondamentale – spiega Clorinda – la lingua è interattiva, se la lezione non lo fosse sarebbe come studiare una lingua morta». Entrambe si dicono molto entusiaste dell’insegnante, della sua sensibilità e capacità di ascoltare le difficoltà di ognuno: «la persona è fondamentale per creare un clima di coinvolgimento e stimolazione l’uno con l’altro, empatia. Il gruppo poi è omogeneo e ciò dà l’opportunità a tutti di avanzare insieme, allo stesso modo».

Ore 17.15, stanchi e soddisfatti dei risultati raggiunti, nonostante anticiperebbero leggermente l’orario delle lezioni, anche oggi i nostri infermieri tornano a casa consapevoli di aver fatto un nuovo parso verso l’inizio di un’importante esperienza.

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