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24 Ago 2016

Contest vacanza studio: Una vacanza un po’ movimentata

di ILARIA GORI - VINCITRICE DEL CONTEST

Barcellona, che vacanza quell’anno…

Anche se sono passati 6 anni e da quell’estate la mia vita è stata ricca sia di nuove esperienze che di nuove amicizie, non dimenticherò facilmente quel viaggio e quelle persone, che la vita privata e professionale non mi fa vedere così spesso come ai bei tempi dell’università.

La mia amica Martina era lì in erasmus, per studiare meglio lo spagnolo, ma anche per fare nuove conoscenze. Io e Silvia, rimaste a Roma per impegni già presi, non vedevamo l’ora di raggiungerla per passare più tempo possibile di quell’estate con lei e i suoi nuovi amici.
Finita la sessione estiva di esami all’università, ci siamo precipitate in aeroporto per dare inizio a questa vacanza studio, molto vacanza e poco studio, e dopo poche ore già brindavamo con la nostra amica in un ristorante tipico sulla rambla.

Sarà stata la felicità, il vino tinto o l’entusiasmo del momento, ma a fine serata ci siamo buttare tra le onde completamente vestite, e l’unica cosa che riuscivamo a pensare era che avevamo tutta l’estate davanti e un’infinità di attimi indimenticabili da passare insieme.

Il giorno seguente l’abbiamo passato a conoscere tutte le nuove persone incontrate da Martina, che neanche a Roma si è mai dimostrata una persona timida. Il clima, l’allegria per aver terminato un altro anno di studi, il sole e il mare ci facevano sentire ogni emozione come se la stessimo provando per la prima volta.

Barcellona è una città fantastica per tre ragazze che vogliono lasciare a casa tutti i problemi di un lavoro incerto, un fidanzato poco presente e una casa in affitto ancora da trovare.
Per la questione di Luca, il fidanzato poco presente di Silvia ci ha pensato quasi subito Antòn, che insieme ai suoi amici ci ha fatto vedere luoghi e personaggi che da semplici turiste non avremmo mai potuto incontrare.
La prima volta che lo incontrammo eravamo al Bar Marsella, dove, dopo una cena a base di classicissima paella e sangria (dopotutto, da brave italiane abbiamo subito voluto sondare i piatti tipici della tradizione spagnola) abbiamo deciso di fermarci a bere qualche chupito, per concludere in bellezza la serata.

Antòn si avvicinò con altri due amici, Guido e Martin, per aiutarci nella scelta dello shottino migliore. Noi, un po’ titubanti, ci abbiamo messo un po’ a lasciarci andare, ma alla fine la serata si è conclusa alle quattro del mattino con la colazione in un fast food delle ramblas.

Il mattino seguente, mentre ci preparavamo la colazione dei campioni (acqua, caffè, frullato mela e banana e ancora tanta, tantissima acqua per cercare di arginare il mal di testa provocato dal giro dei pub della sera prima), Silvia iniziò a scorrere il registro chiamate del suo cellulare:
“Ragazze…ehm… ieri ho chiamato Luca. Alle tre del mattino. Mi sa che non l’ha presa troppo bene, a giudicare dai messaggi che ho ricevuto dopo…”.

Io e Martina abbiamo colto la palla al balzo per dirle come la pensavamo sulla sua relazione traballante, che si reggeva tutta sulla forza di volontà di Silvia nel non voler rimanere senza un fidanzato.
“Guarda che è l’occasione buona per chiarirti le idee e vedere cosa vuoi fare di questa relazione”, ha iniziato Martina.
“…e poi ho visto che ieri eri bella presa da Antòn”, ho continuato io.

La faccia di Silvia si è definitivamente arresa all’evidenza quando ho tirato fuori la mia macchina fotografica e le ho fatto vedere alcuni scatti inequivocabili della loro, diciamo così… sintonia.

“Che ne dite di un giro in centro?” ha tagliato corto Martina, che non vedeva l’ora di andare a curiosare nei mercatini tipici della città, in cerca di affari e di un guardaroba più colorato.
Abbiamo acconsentito e così tra una canotta verde fluo e un panino con un prosciutto tanto vellutato da sciogliersi in bocca preso direttamente alla Boqueria, abbiamo deciso di riposarci un po’ dalla calura estiva al fresco di un bar all’angolo con Plaça de Catalunya.

Dopo il secondo ghiacciolo abbiamo visto la sorpresa negli occhi di Silvia: Antòn stava passeggiando dall’altra parte della strada, insieme a Guido.
Io e Martina ci siamo guardate, e in un secondo eravamo in piedi a sbracciarci per farci vedere, mentre Silvia cercava di nascondersi sotto il tavolo, con le immagini della sera prima (o della mia macchina fotografica) ancora stampate nella mente.

Inutile dire che da quel momento all’ordinazione di tapas y cerveza per cinque al ristorante che abbiamo scelto per cena è passato un attimo, con il benestare o meno di Silvia, che sotto sotto non sperava in una serata migliore…

Di lì a pochi giorni il tenero tra i due si è reso manifesto, e la nostra vacanza ha preso una piega ricca di scoperte, tra monumenti storici, scorci inimmaginabili, e promesse lasciate al vento.
Credevo io.
Una settimana prima del nostro ritorno a Roma, Silvia mi ha preso da parte e mi ha detto: “Mi sa che mi fermo ancora un po’ qui…”.

Ora ci vediamo ogni estate, insieme a Martina, nella casa dove vive con Antòn, vicino Plaza de toros.

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